OA Unito – the road to get there

By Paolo Gardois

Dunque, a quanto pare, domani c’è il convegno sull’Open Access all’Università di Torino. :-)

Quindicizerosei. Sto scrivendo l’intervento. Parto da Wikipedia, absit iniuria verbis, ma forse è meglio usare fonti introduttive – non mi aspetto una platea di specialisti, almeno l’intento degli organizzatori era divulgativo, spero di non aver capito male. La voce inglese (quella italiana, devo dire, mi convince di meno, molto meno chiara anche se le cose ci sono) è sintetica e chiara, un buon punto di partenza. Occorre aggiungere qualcosa sui workflow, sui modelli teorici, sull’OAI-PMH. Certo, sapessi usare il maledetto Visio, mi piacerebbe fare quelle belle slide piene di bidoncini colorati che fanno sempre una certa impressione, con le architetture di sistema, vabbè, imparerò prima o poi…

A proposito di OAI-PMH e copertura di fonti OA, interessante l’abbozzo di analisi in DigitalKoans, ora non ho tempo di vedere se in letteratura qualcuno ha colto lo spunto… Sull’interoperabilità tra IR, obbligatoria un’occhiata ai seguenti links: ORE, Interoperability across scholarly repositories.

Però così ancora non ci siamo. Serve un quadro teorico per comprendere che gli OA sono (o possono/potrebbero essere) più che dei database molto ben accessibili sul web. Allora usiamo OAIS come riferimento. Il full paper è il documento di riferimento, anche se il punto centrale è lo schema delle entità funzionali (ad es. su Ukoln). Qui abbiamo gli elementi di base per capire come/dove si può generare valore e a quale livello – e qui comincia il difficile.

Ho provato a fare un ragionamento partendo da quattro scenari, per analizzare il valore aggiunto: organizzativi, tecnici, globali e futuri. E’ un casino comunque: però volevo rendere la complessità di un argomento, piuttosto che fare un’operazione di marketing dell’IR. Vedremo.

E alla fine, diciottozeronove, dopo una decina di telefonate, qui c’è la bibliografia degli articoli citati (è meno barbarico metterli qui che imbottirne una mezza dozzina di slide…):

Ovviamente non è una bibliografia sull’OA in senso stretto, diciamo che riguarda di più il contesto, proprio come il paper che proporrò domani.

Per finire: che cosa mi aspetto:

  • flame e passioni scatenate sulla peer review
  • idee nuove (almeno per me…) sui bisogni degli utenti
  • interesse istituzionale
  • fare cose, vedere ‘ggente

A domani.

Una Risposta a “OA Unito – the road to get there”

  1. fbungaro Dice:

    Come al solito. Mentre io penso una cosa, tu la stai facendo :) ).
    Sono le 23.40 (come hai settato il tempo sul tuo blog?) e me ne vado a nanna.
    Domani vedremo gente e ascolteremo scenari.
    Sì la voce inglese di OA sembra più convincente, l’ho messa in una delle mie slide senza bidoncini (quanto vorrei anch’io fare quelle cosette lì) e ho provato a vedere come si cita Wikipedia. Ma mi sono stancato.
    Ho messo il giorno e l’ora e speriamo che Alessandro non mi sgridi (ma è improbabile).
    Penso alle cose che ho dimenticato e che saltano fuori adesso e a quelle che ho dimenticato e basta.
    Oggi Viviana lavorava al suo paper nell’altra stanza e, insieme, pensavamo al tuo.
    E Bianca scriveva il mio “gobbo” per domani.
    E’ quasi mezzanotte. In casa mia si sente solo il ronzio del frigo. Metto la sveglia alle 6.
    Domani vedremo gente. Quanta? E quale?
    A domani.

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