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	<title>Commenti a: Il contesto, la comprensione ed un&#8217;assemblea scolastica</title>
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	<description>Opinions &#38; emotions on digital information environments</description>
	<lastBuildDate>Mon, 29 Dec 2008 13:50:30 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Anny</title>
		<link>http://unitosbd.wordpress.com/2007/10/09/il-contesto-la-comprensione-ed-unassemblea-scolastica/#comment-27</link>
		<dc:creator>Anny</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 11:45:11 +0000</pubDate>
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		<description>Se un utente viene da me, cerco innanzitutto di capire quali sono le sue aspettative, cosa sta cercando, perché, e a cosa serviranno i dati che si aspetta di trovare.
Cerco di creare un contesto affinché “l’informazione” vada a soddisfare quelle aspettative iniziali che la persona mi ha fatto comprendere di avere.
Prima di tutto devo ascoltare e capire. 
E devo anche far sì che il mio utente sia in grado di ascoltare e capire, non me, bibliotecaria, ma prima di tutto se stesso, quali sono i suoi reali bisogni informativi, che strumenti ha a disposizione per ricercare, analizzare e assimilare i dati.
Troppo spesso la gente non ha tempo di ascoltare e capire, vuole il “dato”, e basta. E su questo giocano i media, quando ci sciorinano spettacolari dati casuali, su questo o quell’evento, sul tale problema del Paese o su fatti politici, sociali e quant’altro.
Se non ci *ascoltiamo* non potremo mai parlare veramente, condividere conoscenza, crearne di nuova.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se un utente viene da me, cerco innanzitutto di capire quali sono le sue aspettative, cosa sta cercando, perché, e a cosa serviranno i dati che si aspetta di trovare.<br />
Cerco di creare un contesto affinché “l’informazione” vada a soddisfare quelle aspettative iniziali che la persona mi ha fatto comprendere di avere.<br />
Prima di tutto devo ascoltare e capire.<br />
E devo anche far sì che il mio utente sia in grado di ascoltare e capire, non me, bibliotecaria, ma prima di tutto se stesso, quali sono i suoi reali bisogni informativi, che strumenti ha a disposizione per ricercare, analizzare e assimilare i dati.<br />
Troppo spesso la gente non ha tempo di ascoltare e capire, vuole il “dato”, e basta. E su questo giocano i media, quando ci sciorinano spettacolari dati casuali, su questo o quell’evento, sul tale problema del Paese o su fatti politici, sociali e quant’altro.<br />
Se non ci *ascoltiamo* non potremo mai parlare veramente, condividere conoscenza, crearne di nuova.</p>
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